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E’ viva in Savona  la necessità di disporre di un luogo che offra occasioni di analisi e confronto e che possa porsi quale punto di riferimento per  chiunque voglia affrontare una discussione che riguardi il futuro di chi vive o lavora nel territorio savonese. 

Non una riedizione di una vecchia “Agorà”, ma piuttosto un’occasione per confronti e analisi franche, al di là degli schemi consuetudinari del confronto politico istituzionalizzato. Un’occasione in più per interpretare i cambiamenti di un territorio - quello savonese -  che unitamente a quello regionale ha proposto in questo ultimo decennio all’attenzione di tutti noi, mutamenti socio-economici assai rilevanti e che sta ancora vivendo una fase di evoluzione. 

E’ ovviamente la politica ad essere in primo luogo chiamata ad assumere un ruolo decisionale, che rispetto al passato si è fatto maggiormente cogente e per il quale le attese sono sempre più vive ed impellenti. Ma la politica ha il vitale bisogno di nutrirsi di idee, di progetti, che siano la vera e diretta espressione della comunità, perché soltanto così potrà svolgere il proprio ruolo non soltanto di interprete dei bisogni, ma soprattutto di soggetto capace di suscitare nuove speranze e nuove frontiere del progresso sociale e culturale.  

Coinvolgere i principali attori sociali ed economici del territorio ma anche – e vorremmo aggiungere soprattutto – i cittadini più attenti e interessati, è una necessità che può rivelarsi feconda se attuata affrontando i temi che la realtà locale ci pone, temi che devono però essere interpretati rispetto alle necessità del territorio ligure e savonese e correttamente proposti, affinché la struttura democratica ed istituzionale possa effettivamente “produrre” decisioni adeguate alle sfide che il tempo di oggi pone. 

La Liguria non è certo un’isola felice e raccoglie in sé, a volte anche in modo acuto, i problemi e le tensioni presenti nel Paese, ma ha anche grandi potenzialità. Fare crescere queste potenzialità dipende innanzitutto dalla capacità di mettere in campo le risorse umane ed intellettuali di cui la comunità dispone, ponendo le radici nelle eccezionali tradizioni di storia, cultura e capacità di cui sono da sempre depositari i nostri territori.  

Vogliamo dunque partire dalle peculiarità del territorio e dalle sue nuove e vecchie vocazioni e saperi  per trarre da esso spunto e opportunità che possano dare alla Liguria un nuovo sviluppo fondato su più equi e responsabili equilibri fra natura e lavoro dell’uomo, fra individuo e società, fra tradizione ed innovazione, fra locale e globale.  

Le capacità di innovazione tecnologica e infrastrutturale sono sempre più necessarie per valorizzare massimamente quanto di grande e per certi versi irripetibile può proporre al mondo dominato da un’economia globalizzata, il  “saper fare” dei liguri che, da sempre, hanno saputo amministrare con oculatezza le risorse ambientali, facendole diventare - anche nelle condizioni più difficili – amiche del loro lavoro. 

La scelta di un’attenzione particolare alle politiche del welfare e ambientali, della cultura e del territorio, ad esempio, non sono scelte fine a se stesse ma elementi sinergici che vogliono proporre un modo di vita che sappia trarre dalle “modernità” competitive stimoli per ciò che le comunità – liguri e  savonese – sanno fare meglio, anche per la loro storia che ha visto la nascita e poi il declino di una lunga e imponente stagione industriale, i cui effetti e le cui ricadute, anche in termini ambientali, sono ancora vive. O la particolarità della struttura demografica, che fa assumere all’area savonese il primato nell’anzianità della popolazione.   

Comunità, quella savonese, che presenta caratteristiche peculiari anche nel settore economico: la grande rilevanza del turismo, ad esempio, fa della provincia savonese una delle zone in Italia con la maggiore incidenza dell’economia turistica. Le scelte infrastrutturali anch’esse vitali per tutti, ma forse ancora più nella nostra regione, ripropongono temi noti che talvolta meriterebbero di essere affrontati in un’ottica che veda una grande alleanza per l’affermazione di uno sviluppo condiviso fra costa ed entroterra. 

Il mondo cambia, anzi corre. Come è sottolineato nel programma-manifesto di Maestrale Genova “si può ragionevolmente immaginare che il tempo delle produzioni a basso valore aggiunto, della presenza limitata di industrie ad alta tecnologia, della competizione esclusivamente affidata ai costi e al decentramento produttivo, talvolta con il correlato di una componente di evasione fiscale, più che alla qualità dei prodotti mostri forti segni di esaurimento”. E ancora: “nell’epoca dell’Euro il rilancio della struttura industriale, finanziaria e logistica del Nord-Ovest è decisivo per contrastare il declino del paese e per consentirgli di competere basandosi su ricerca e sapere, innovazione tecnologica e qualità dei prodotti. Un’area così vitale troverà certamente l’energia per adeguare la sua struttura produttiva ai nuovi parametri economici”

Si tratta di sfide importanti a cui Maestrale Savona intende dare un piccolo ma crediamo approfondito contributo facendo crescere nella cultura riformista una consolidata abitudine a porre e considerare nuove problematicità ma anche e soprattutto a prospettarne le soluzioni.

Savona • aprile 2006

 
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